5 libri per bambini di 2 anni

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Per avvicinare il bambino alla lettura ci sono certamente alcune azioni e situazioni di cui tenere conto. Ormai conosciamo quanto sia importante e quali benefici comporta il fatto di offrire ai bambini le esperienze di ascolto delle storie attraverso la lettura ad alta voce da parte dell’adulto. Una pratica che ha mostrato come i piccoli siano in grado di apprezzare e di avvicinarsi precocemente al libro.

Detto in breve, s’inizia in modo piacevole e si diventa lettori appassionati. I libri sono di sicuro degli ottimi compagni di vita ma per fare in modo che un bambino si appassioni alle storie devono poter contare su adulti che facciano loro da mentore, ossia che li accompagnino in questa meravigliosa esperienza.

“Non si nasce con l’istinto della lettura come si nasce con quello di mangiare e bere. Bisogna educare i bambini alla lettura.” Gianni Rodari

I benefici della lettura ad alta voce

Negli ultimi tempi l’idea di un precoce avvicinamento ai libri (emergent literacy), oltre a trovare largo accoglimento da parte degli operatori della prima infanzia, è stata abbracciato anche dalle famiglie. Esistono numerose ricerche e indagini sull’argomento (gli scritti di Enzo Catarsi e di Rita Valentino Merletti, tra i tanti) alle quali si aggiungono iniziative di promozione alla lettura (come il progetto Nati per leggere). Esperienze che hanno ampiamente dimostrato i vantaggi derivati dall’aver sperimentato l’avvicinamento al libro già durante la primissima infanzia.

L’azione legata al verbo leggere, relativamente all’età prescolare, è da intendersi nel suo senso più ampio.

  • É un’attività propedeutica, preparatrice di ciò che i bambini vivranno negli anni successivi.
  • É la scoperta dell’oggetto libro, un contenitore di esperienze, sorprese e suggestioni.
  • É la rappresentazione fatta tramite le immagini, l’esplorazione della percezione figurativa e simbolica, il riconoscimento dei colori.
  • É la lettura ricevuta per procura da un adulto verso il quale si ripone fiducia.
  • É la richiesta del bambino/a di ascoltare ancora, per l’ennesima volta, la stessa storia, con la volontà di rivivere le emozioni, risentire le parole bizzarre, i suoni buffi e le scene di svolta che hanno sorpreso durante la narrazione.
  • É, infine, il desiderio del bambino/a di afferrare il libro ascoltato, di poterlo sfogliare (con cura, gli dirà l’adulto), per raccontarlo a modo suo, aiutandosi con le immagini.

Come scegliere un libro per bambini?

Il libro crea, dunque, i presupposti per la concentrazione, la comprensione e la memorizzazione dei contenuti. L’ampia offerta editoriale consente di poter scegliere tra moltissime proposte con una qualità grafica e letteraria sempre più accurata e ricercata. Se sei alla ricerca di titoli da leggere ai tuoi bambini e non sai come orientarti, puoi iniziare dalle recensioni di albi illustrati pubblicate sul web e, ovviamente, in questo blog.

Esiste una grande presenza di storie con una costruzione narrativa che ripercorre le esperienze tipiche dei bambini per, potremmo dire, spalleggiare con loro. Gli autori riflettono una dimensione di lettura attraverso la quale i bambini possano identificarsi e confrontare i loro vissuti con le avventure dei protagonisti.

Questo ha creato un vivace dibattito in cui si cerca di asserire o meno se tra i compiti dei libri c’è quello di essere una sorta di rimedio per “risolvere” determinate tappe critiche dell’età evolutiva, una “medicina letteraria” insomma. Nel corso degli anni ho cercato di prendere un po’ le distanze da questo “compito” conferito alla lettura, convincendomi sempre di più che gli argomenti dei libri non andrebbero adottati con una valenza risolutiva di determinati problemi.

Lettura è piuttosto un luogo speciale e protetto, un’occasione per vivere piacevoli esperienze ed emozioni. Può essere un sostegno per introdurre particolari argomenti che desideriamo intraprendere con i bambini ma questi sono affrontati in un contesto ludico e intriso di relazione. Insomma, nel parlare anche di argomenti tanto vicini ai bambini (come potrebbero esserlo il ciuccio, le emozioni, il pannolino, le relazioni tra pari, e così via…) è sempre auspicabile trovare un modo letterario e fantastico per farlo.

Ma veniamo ora al succo dell’articolo. Da dove cominciare a scegliere le prime letture per bambini? In questi anni di lavoro con i piccoli e di esperienza come book blogger ho avuto la fortuna di tuffarmi nella letteratura per l’infanzia esplorando nuove direzioni editoriali e quelle più datate. Alcuni racconti sono ancora oggi considerati una sorta di “sempre verdi”: cambiano i gruppi di bambini ma loro restano e vengono accolti con lo stesso coinvolgimento. Sono moltissimi, ad esempio alcuni albi di Eric Carle, le fiabe in rima di Donaldson e Scheffler, le storie illustrate da Helen Oxenbury, ecc.

Tra i tanti, ti propongo 5 albi illustrati da cui sicuramente iniziare a riempire la libreria dei tuoi bambini.

Il ciuccio di Nina. Christine Naumann-Villemin, Marianne Barcilon

Ogni bambino che usa il ciuccio si trova, prima o poi, ad affrontare la richiesta dei grandi di sbarazzarsene. Ma è davvero necessario? Secondo la piccola Nina non lo è, almeno durante il dialogo con la mamma. La bambina è convinta che il ciuccio potrà stare con lei anche quando sarà grande, quando andrà a lavorare e anche quando si sposerà.

Succede che, durante una passeggiata nel bosco, Nina incontra un lupo affamato e decisamente arrabbiato. Nina si dimostra alquanto temeraria e lo affronta con frasi ben precise. Il problema è che parla tenendo il ciuccio in bocca e di quelle parole il lupo non comprende un bel niente. Così Nina si toglie il ciuccio e gli rispiega bene i concetti non compresi. Il lupo è offeso e ancora più arrabbiato… La situazione inizia a farsi pericolosa.

Quel lupo deve darsi una calmata! Quando ha ancora le fauci aperte, Nina gli infila il suo ciuccio e questo suo gesto ha il potere di trasformare l’animo feroce in quello di un cucciolo mansueto. Nina fa ritorno a casa senza rendersi conto aver abbandonato definitivamente il ciuccio.

Il ciuccio di Nina è un racconto scritto da Christine Naumann-Villemin e illustrato da Marianne Barcilon, ed è tra più noti e apprezzati dai piccoli lettori per almeno due aspetti. Il primo riguarda la possibilità di immedesimarsi nella protagonista che si oppone alla continua richiesta di sbarazzarsi del suo amato ciuccio. Il secondo è la presenza (improvvisa) del lupo, l’archetipo avversario che ancora oggi riesce a coinvolgere e incuriosire i bambini.

Ascoltando l’avventura di Nina, i bambini attendono con impazienza proprio la scena in cui il lupo si arrabbia e apre l’enorme bocca, facendo volare all’indietro i capelli della bambina. I bambini ripetono il verso insieme al lettore ad alta voce, come per scaricare la tensione narrativa creata da questo epico momento della narrazione.

Tra le interpretazioni dei bambini durante la lettura, mi è capitato che fosse da loro fraintesa la scena in cui Nina immagina se stessa accanto al suo sposo. I piccoli lettori hanno indicato l’uomo come se si trattasse di un “papà” anziché del futuro marito della protagonista. Certo è che i bambini di questa età riportano ciò che ascoltano alla loro realtà vissuta.

Un racconto quindi decisamente amato e tra i più letti sull’argomento del graduale abbandono del ciuccio. La lettura animata è divertente e suggerita dallo stesso testo. Nina si esprime con il ciuccio in bocca pronunciando, per questo motivo, le parole in modo buffo. Ovviamente il lettore ad alta voce è tenuto a pronunciarle come se avesse anche lui un ciuccio in bocca: LAFFIAMI FTARE!

Papà! Philippe Corentin

“Papà, papà, c’è un mostro nel mio letto!” – grida il bambino che, svegliatosi improvvisamente, vede un piccolo drago vicino a lui. Il papà e la mamma lo consolano spiegandogli che si è trattato di un brutto sogno. Così, il bambino si riaddormenta tranquillo.

Succede, a un certo punto, che s’invertono i ruoli: a spaventarsi è ora un altro bambino, decisamente diverso. Si tratta del mostro-draghetto. Ora il copione si ripete nuovamente: -“Papà, papà, c’è un mostro nel mio letto!”. Papà e mamma drago corrono, a loro volta, a consolare il loro piccolo. Insomma, è notte e bisogna dormire! La storia ha un risvolto surreale, il bambino e il draghetto si addormentano beatamente insieme.

Papà! di Philippe Corentin, è un racconto capace di coinvolgere i piccoli lettori per l’inatteso doppio punto di di vista e per le grida lanciate prima dal bambino poi dal draghetto quando, spaventati, chiamano il loro papà. Durante le letture ad alta voce, i bambini ripetono le parole, talvolta anticipando la scena che sta arrivando. Una storia sull’immaginazione notturna dove il mostro è in realtà anch’esso un bambino, con le stesse identiche paure. Il finale è un po’ veloce, sbrigativo ma, nel complesso è un racconto ben compreso dai piccolissimi.

Patatrac! Philippe Corentin

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patatrac! corentin
patatrac! corentin

Un lupo dall’aspetto terribile avanza nel bosco. Appare cattivo e affamato. Al suo passaggio una tribù di coniglietti scappa e si nasconde dietro ad alberi e cespugli. Si prendono gioco di lui facendolo inciampare su una carota e poi ruzzolare in terra. Patatrac! è l’onomatopea che rappresenta il frastuono provocato dal lupo quando cade al suolo.

Lo spaventoso animale, sempre più arrabbiato, va cercarli nella loro tana. I conigli sono nascosti dietro ogni angolo, dietro le porte, sotto il letto, accanto ai mobili. Il lupo non riesce proprio a trovarli. Poi, il colpo di scena. I dispettosi animaletti bianchi non stavano fuggendo perché impauriti ma stavano preparando una fantastica festa a sorpresa per il suo compleanno.

Quanti di voi sono cresciuti con questo tipo di avvertimenti: Non andare lì che c’è il lupo, non fare così se no il lupo ti mangia…”. Il lupo nominato dagli adulti doveva avere il temibile aspetto del personaggio di Philippe Corentin. Un lupo spaventoso a caccia dei poveri e indifesi coniglietti.

Per buona parte della storia non è chiaro per quale motivo li stia cercando. Forse per vendicarsi per essersi presi gioco di lui facendolo cadere in quel modo? Forse per mangiarseli? Boh! Solo al termine del racconto si scopre come al lupo cattivo, il personaggio tipico delle favole, è data l’inattesa possibilità di essere un animale innocuo.

Patatrac! stravolge invece la figura del lupo e Corentin è un autore abile in questo. Una storia ben ascoltata dai bambini che ridono di gusto nel vedere il lupo capitolare a terra (si può leggere la scena calcando l’accento sul suono “patatrac”).

Piccolo blu e piccolo giallo. Leo Lionni

Saresti in grado di raccontare attraverso poche macchie di colore la storia di un’amicizia tra bambini? Magari riuscendo a trasmettere anche le prime indicazioni sulla teoria dei colori. Questo è ciò che è riuscito a fare l’illustratore Leo Lionni (Amsterdam, 1910 – Radda in Chianti, 1999) in uno dei suoi albi più noti. Si tratta di Piccolo blu e piccolo giallo, un classico della letteratura per l’infanzia.

Un libro con una particolare forza narrativa, semplice e profonda allo stesso momento. Un racconto che offre anche diversi spunti di gioco e attività laboratoriale da proporre ai bambini dopo la lettura ad alta voce. Per le attività di manipolazione si possono, ad esempio, ricreare i protagonisti del racconto con il pongo colorato. Le forme rotonde sono semplici e immediate, i bambini possono così sperimentare i passaggi presentati dalla narrazione e approcciarsi alla teoria dei colori suggerita dall’autore.

Nei laboratori grafico-pittorici si possono invece riproporre i colori di “Piccolo blu e piccolo giallo” attraverso il disegno e la pittura.

Oh, che uovo! Eric Battut

In un piccolo nido riposano tre uova in attesa di schiudersi. Sono tutte diverse fra di loro. Una è nera, la seconda è bianca e la terza, invece, ha il guscio maculato. Le prime uova a schiudersi sono quella nera e quella bianca. Gli uccellini, appena nati, osservano ora l’uovo con le macchie, rimasto ancora chiuso. Maturano un sentimento di disapprovazione verso il fratello e, per questo, lo buttano giù dal nido.

Malauguratamente precipitano anche loro finendo dritti nello stagno dove, i due uccellini, si accorgono di non saper nuotare. Nonostante il terribile dispetto ricevuto, l’uovo con le macchie soccorre i fratelli e, affrontando diverse peripezie e ostacoli, li riporta sani e salvi nel nido. L’uccellino bianco e quello nero sono ora pentiti del loro gesto e sono ora felici di essere tutti e tre insieme.

Il racconto di Éric Battut (Bohem Press Italia) è diventato talmente famoso da essere tra i primi citati se si vuole parlare di albi illustrati che si occupano di diversità. Un intreccio narrativo semplice e adatto a introdurre ai lettori più piccoli l’ampio e complesso tema della diversità e della tolleranza. Attraverso l’avventura dei tre uccellini, i bambini sono testimoni di come il pregiudizio possa creare danni e quanto il giudicare dalle apparenze rappresenta un ostacolo alla conoscenza profonda dell’altro.

Il sostegno alla riflessione interculturale è evidente. Diventa fondamentale per creare le basi di una società sempre più capace di considerare le diversità quale valore aggiunto. I due uccellini che si considerano “normali” comprendono a loro spese quanto abbiano errato nella valutazione del terzo. La loro avventura corrisponde dunque al percorso di crescita e di maturazione.

Il libro è un cartonato di piccolo formato, adatto alle primissime letture. Una storia che può diventare soggetto conduttore nei progetti educativi e nei laboratori di pittura per bambini piccoli. Le uova, intese come segno di rinascita (e in questo caso si tratta di una rinascita morale) rendono questo libro un possibile soggetto per le letture sotto il periodo della Pasqua. Un’idea divertente è quella di dipingere le uova del nido per riproporre la narrazione dell’autore francese.

Quali tra queste 5 letture è la preferita dei tuoi bambini?

Autore

  • Ester

    Non sai cosa leggere? Cerchi racconti da leggere ad alta voce ai bambini? Vuoi essere aggiornato sulle ultime novità editoriali? Vuoi conoscere i titoli da leggere almeno una volta nella vita? Allora tieni d’occhio le recensioni sul sito. You’re welcome!

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