Dire, fare, ballare. L’abbecedario che fa giocare le parole

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L’abbecedario, quante generazioni di bambini hanno appreso a leggere e scrivere in compagnia di questo libretto. Fino al Settecento non esisteva una letteratura per ragazzi propriamente detta e i primi albi illustrati al servizio del fanciullo dovevano essere stati proprio questi, gli abbecedari. Quando il grammatico Valentin Ickelsamer, nei primi decenni del 1500, notò la capacità innata dei bambini nell’associare le parole ai suoni allo scopo di nominare gli oggetti (bau per indicare un cane, fiuu il vento; e oggi diremmo, ciuf per il treno, brum la macchina, e via dicendo) le cose iniziarono a cambiare.

Fu lui a introdurre il metodo fonico, attraverso il quale gli allievi imparano a leggere a partire dalla pronuncia fonetica, ovvero dal suono delle lettere, anziché dal nome del loro simbolo (bi, elle, zeta), presupposto del precedente sistema definito come metodo alfabetico.

Da quel momento in poi, in quanto supportavano l’apprendimento intuitivo della lettura, gli abbecedari ebbero un vasto sviluppo e diventarono il principale strumento didattico per l’insegnamento della letto-scrittura. Il “Leyenshulm” (1533) stampato da Peter Jordan collaboratore dell’Ickelsamer, fu il primo tentativo conosciuto di abbecedario illustrato, al quale seguirono lo “Stimmen buchlein” di Jacob Grussbeutel (1534), l'”Orbis Pictus” di Comenio (1658) ed altri fino ad arrivare alla fine del XVIII secolo, periodo in cui nacque il settore specializzato nella loro stampa (Fonte: MuseiScuola – Città di Torino).

Verso la fine dell’Ottocento, l’abbecedario divenne un vero e proprio genere editoriale. Non era solo funzionale ma anche bello, con illustrazioni ricercate e argomenti a tema (gli animali, i mestieri…).
Così arriviamo ai giorni nostri…



Dire Fare Ballare, è un abbecedario speciale. Qui le lettere dell’alfabeto non si limitano a indicare le cose, bensì sono pronte ad esplodere in azioni, situazioni, stati d’animo, storie di vita e di umanità.
Ogni sillaba si trova in alto a sinistra ed è intesa come uno spunto per raccontare, creare storie e immaginare situazioni, in compagnia del piccolo lettore che rimane piacevolmente incantato dalle miniature illustrate da Diego Bianki.

I buffi e colorati personaggi che appaiono nelle pagine del libro, sembrano pronti a mettere in scena una moltitudine di situazioni non appena viene pronunciata una determinata lettera dell’alfabeto. Ad ogni lettera si susseguono scenari quotidiani, spiritosi, umanitari, emotivi e anche legati ai cambiamenti sociali. Immagini che corrono con delicatezza e adeguatezza sotto lo sguardo attento del bambino. Pagine che offrono al piccolo lettore giocose e fantasiose suggestioni, oltre che le implicite associazioni fonetiche.

Il libro offre sicuramente spazio per una lettura dialogata:

A come… Amare

Amare la maestra, guarda i bimbi che le portanto i fiori.
Amare la libertà, ma dove sta facendo la pipì questo ragazzino?

B come… Ballare

Ballare abbracciati, come si fa, fammi vedere?
Ballare con tutti… ma questo è l’uomo ragno (c’è una guest star!)

C come… Cantare

Cantare la ninnananna

… come me la canti tu!

Questo Abbecedario è dunque un bellissimo regalo per qualunque bambino, anche in età prescolastica (3-4 anni). Un abbecedario dinamico tramite il quale poter familiarizzare con i segni grafici delle lettere, in maniera piacevole e divertente.

La versione originale di "Dire Fare Ballare" è vincitrice del premio Bologna Ragazzi Award 2015 nella categoria "New Horizons".
Per offrire una versione al pubblico italiano gli autori hanno realizzato nuove immagini e parole, riadattando l'originale argentino.

Titolo: Dire Fare Ballare. L'abecedario che fa giocare le parole
Autore, illustratore: Ruth Kaufman, Raquel Franco, Diego Bianki
Editore: EDT-Giralangolo
Anno: 2016

Autore

  • Ester

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