Le emozioni del genitore in 2 racconti. Il Progetto e Ardore

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Ardore è un silentbook pubblicato lo scorso 5 settembre da Kite Editore ed è facile intuire come difficilmente passerà inosservato. Le scene della narrazione, che emergono tra le pagine scure del libro, provocano nel lettore un forte contrasto di emozioni, dal momento che si presentano con irruenza e, all’opposto, arrivano al pari di un lieve sussurro. Nel raccontare questo libro è inevitabile parlare di genitorialità e, per farlo in maniera più completa – soprattutto per ciò che riguarda una possibile analisi del sentimento ambivalente che si può provare verso un figlio – ho pensato di iniziare da un altro picture book che usa altrettanto sapientemente la narrazione simbolica. Si tratta dell’albo illustrato Il progetto, pubblicato ancora da Kite, nel 2019.

Direi che ci siamo, abbiamo tutti gli elementi per iniziare questo viaggio che ci condurrà nel vivo dei sentimenti di un genitore.

Il progetto, Brigitte Minne e Kaatje Vermeire

Comincio, quindi, dal racconto di Brigitte Minne, non tanto perché più vecchio di pubblicazione ma per il fatto che le vicende narrate richiamano i processi antecedenti al diventare genitore. Si tratta di un albo illustrato che trovo particolarmente prezioso nel rappresentare il sentimento genitoriale legato al contrasto psichico tra bambino immaginato e bambino reale. Il testo di Brigitte Minne, accompagnato dalle penetranti illustrazioni della talentuosa Kaatje Vermeire, interpreta il processo compiuto dalla coppia quando decide di avere un bambino. In questo racconto, il desiderio di diventare genitori è rappresentato al pari di un piano di lavoro, con tanto di calcoli, disegni, programmi e bozzetti.

Un albo che può essere letto ai ragazzi per esplorare con loro l’avvenimento della nascita ma che, in maniera forse più diretta, si rivolge agli adulti per riflettere l’intensità dei sentimenti legati alla nascita di una nuova vita. Ti propongo la lettura di un brano tratto dal racconto che chiarisce quanto detto fin qui.

Lei e Lui non avevano mai fatto un bambino prima. Cominciamo il progetto, disse Lui. 
Lei prese una matita e cercò il più bel foglio di carta che aveva nel cassetto. Lui ne temperò la punta e disegnò una linea. Era piena di amore. E Lui era così concentrato che gli tremavano le mani. 
Il segno era incerto e allora Lei lo cancellò perché non voleva un bambino insicuro. Lui ricominciò da capo. Con più amore e senza più tremare. 
A turno disegnarono linee, punti, circoli riccioli. 
Ci fu qualche altra cancellatura perché Lei trovava che le gambe fossero troppo lunghe. Ci fu qualche altro disegno perché a Lui piacevano i capelli più ricci.

Il racconto prosegue narrando i sogni, le speranze e le idee dei due giovani genitori, fino alla nascita del bambino che, come era prevedibile, è totalmente diverso da quel figlio immaginato o, per dirla con la simbologia del racconto, progettato. Ecco, questo processo mentale accomuna coloro che diventano genitori e, in effetti, un bambino arriva al mondo portando con sé un bagaglio di aspettative e di speranze.

Il processo psichico che realizza il bambino immaginato ha certamente una valenza positiva in quanto proietta il genitore verso la maturazione di quel sentimento di attaccamento e di amore incondizionato che è bene avere nei confronti del figlio, indispensabili per la sua sopravvivenza e sviluppo. Eppure, è importante anche che, successivamente alla nascita, il genitore inizi a svolgere un processo inverso, mettendo in secondo piano il bambino non reale, quello che ha abitato la sua testa, in modo da accogliere il figlio vero, concreto, unico che si trova lì, ora, tra le sue braccia.

Il bambino immaginato non scompare mai del tutto ma rimane latente come monito del sentimento che ha portato alla trasformazione di un individuo in genitore. Eppure, deve riuscire a farsi piccolo per poter lasciare lo spazio al bambino reale, il quale ha bisogno di essere accolto dai suoi genitori per ciò che è e non per l’idea di come avrebbe dovuto essere. Il bambino immaginato può fare ritorno durante la vita del bambino vero e può interferire nei sentimenti genitoriali, divisi tra le aspettative e la realtà non sempre facile. Ma di questo ne parliamo meglio andando a esplorare il secondo albo illustrato già annunciato.

Titolo: Il progetto
Autore, illustratore: Brigitte Minne, Kaatje Vermeire
Editore: Kite
Anno: 2019

Ardore, Hyewon Kim

La parola Ardore è descritta nel vocabolario con il significato di calore intenso, di forza di ciò che arde (brucia) e anche nell’uso figurato, dove indica la potenza del sentimento, della passione ardente. Aspetti del termine entrambi nettamenti presenti nel silentbook dell’illustratrice coreana Hyewon Kim. Difficile per il lettore non “ardere” insieme a questa mamma in ciabatte o a piedi nudi, e al suo bambino. Un libro che invita a essere sfogliato diverse volte, a essere osservato, ammirato e riflettuto. L’autrice è totalmente riuscita a dare espressione a un sentimento che, seppur comune, è spesso taciuto o nascosto tra le mura domestiche.

Il nucleo narrativo è rappresentato da un figlio che prende le sembianze di una fiamma. In principio è piccola e forse ancora contenibile. Basta poco (realamente poco) per far mutare questo fuoco in qualcosa di gigantesco, in un essere capace di trattenere il genitore all’interno di una dimensione che fatica a comprendere e a gestire. Ogni volta che aprirai questo albo illustrato ci ritroverai un racconto diverso, una mamma (o un genitore) differente. Potresti leggere la stanchezza del crescere un figlio tra le incombenze del quotidiano. Oppure potresti ritrovare una situazione tipica e legata all’infanzia, ossia l’esplosione di un capriccio o di una crisi emotiva del bambino.

Ma potresti anche interpretare il racconto come se il bambino, ardendo nell’impeto fanciullesco, cercasse di trascinare fuori la madre dal burnout moderno, caratterizzato dalla tendenza di fare un’infinità di cose e di perdere il senso autentico dell’esistere. In una scena, il piccolo essere infuocato parrebbe imprigionare la madre all’interno della sua crisi emotiva, oppure potrebbe sembrare che stia tentando di trascinarla fuori dalla porta di casa. All’esterno delle mura domestiche, l’energia liberata è simbolicamente rappresentata da uno sciame di farfalle e, poi, da uno stormo di uccelli che si espande per occupare il cielo. Ma anche all’aria aperta il pensiero sui pericoli e sul “tenere a sé” non tarda ad arrivare. Per questo la madre raccoglie faticosamente le impetuose scintille del suo bambino e tenta di trattenerle tra le sue braccia.

Il bambino, invece, sembra inarrestabile e, in una successiva scena, troviamo la madre completamente chinata a terra. Impegnata a bloccare il figlio, assume la postura di chi supplica: “ti prego, smettila. Non fare così”. Un’implorazione che ottiene l’effetto contrario laddove il bambino sente ancora il bisogno di spandersi, sparpagliarsi, prima di potersi ritrovare, nella sua forma, tra le rassicuranti braccia della mamma. Nella forza trasmessa dalle immagini potresti ritrovare anche situazioni più complesse, come la cura e la responsabilità genitoriale nei confronti di un figlio affetto da gravi disabilità e, anche, la solitudine nella gestione concreta ed emozionale, ancora più marcata in tali situazioni. Una lettura che, sotto questa luce, diventa ancora più commovente.

Titolo: Ardore 
Autore, illustratore: Hyewon Kim
Editore: Kite 
Anno: 2023

Autore

  • Ester

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