7 consigli per leggere le storie ai bambini

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Quanto leggi al tuo bambino o bambina? Ma, soprattutto, come lo fai? In che modo ti approcci quindi alla lettura? Come lo/la coinvolgi e come scegli le storie che potrebbero piacergli e (soprattutto) piacerti? Oggi è piuttosto consolidato il fatto che vivere i racconti, le parole e le immagini dei libri fin da piccoli sia un’opportunità decisamente importante e arricchente nella crescita. Eppure non sempre si riesce a dedicare abbastanza tempo e voglia alla lettura per procura (è così che si chiama l’azione di leggere per qualcun altro). O anche, non è scontato riuscire a porsi come degli “efficaci” lettori ad alta voce. Se hai qualche dubbio quando leggi un racconto a un bambino, ti propongo alcuni suggerimenti che possono aiutarti a innescare l’amore per la lettura (non solo ai piccoli!).

Perché è importante leggere ai bambini fin da piccoli?

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?

Gianni Rodari

Questa è tra le frasi più significative del pensiero pedagogico di Gianni Rodari. È una grande sfida per ogni insegnante, educatore o persona in genere. Un principio che viene spesso dimenticato o sottovalutato. Trascorriamo, infatti, le nostre esistenze in società che hanno continuato a trasmettere la “fatica” come un valore, e questo avviene sia per i grandi ma anche per i piccoli. Ciò non significa che non ci si debba dare da fare, tutt’altro! Ma faticare per qualcosa che si ama fare è ben diverso di fare lo stesso per qualcosa che ci viene imposto.

Se torniamo a porci la domanda di Rodari considerando il tema dell’avvicinamento alla lettura, beh, sicuramente non ne vale davvero la pena! L’esperienza ha dimostrato quanto sia semplice infondere nei piccoli l’amore per i libri, attraverso la relazione e l’intimità. Cerca il tuo momento per fermarti, per sederti e per leggere una favola al tuo bambino.

I libri fanno qualcosa di magico

I libri aprono le porte, anzi, le spalancano per farci entrare a scoprire luoghi meravigliosi. Talvolta sono lontani, altre vicini, a volte sono piuttosto realistici, altre immaginari, riflessivi, introspettivi, emozionanti e rassicuranti. Alcuni libri lo fanno più di altri ma, per fortuna, la scelta è ampia. Anche se le storie necessitano di essere indossate, proprio come si farebbe con la scarpetta di cristallo di Cenerentola.

Come fare dunque per essere un buon lettore ad altra voce? Anzi, come direbbe Winnicott, come fare a essere un lettore ad alta voce sufficientemente buono? Esistono alcune tecniche che, nella pratica, si sono rivelate essere particolarmente efficaci nel condurre il bambino all’amore verso i libri. Ne hanno parlato moltissimi autori e studiosi, ad esempio Enzo Catarsi, Rita Valentino Merletti e Silvia Blezza Picherle. Ecco alcuni dei suggerimenti principali da tenere a mente quando si propone un racconto ai bambini:

  • Leggi i racconti per conto tuo prima di proporli ai bambini. Individua il tono (affettuoso, ammirativo, burbero, scanzonato, rabbioso, triste, umile, ecc.) e il timbro (forte, piano, sussurrato, ecc.) della voce.
  • Lascia stare un libro se non piace nemmeno a te. I bambini se ne accorgono.
  • Non insistere nel leggere un libro laddove il bambino non mostra un sincero interesse. 
  • Non usare la lettura come premio o punizione poiché equivale a usare il cibo con lo stesso intento. Potremmo affermare che anche ascoltare le storie è un diritto del bambino.
  • Leggere lentamente permetterà al piccolo ascoltatore di costruire le sue immagini mentali. Aiutati con le pause, accelera o rallenta il ritmo a seconda della narrazione.
  • Sii empatico con i bambini. Osserva lo sguardo che pongono sui libri, la loro personale ricerca di significato (spesso diverso dal senso dato dall’adulto), le domande che ti pongono, la richiesta di leggere ancora, le risate e lo stupore. Quando il bambino chiede la ripetizione della stessa storia più volte (“ancora”) sta esercitando il controllo sulle emozioni scaturite dalla lettura e sul contenuto di questa.
  • Non cercare per forza, nelle storie, un fine moralistico o un insegnamento. Come scrisse Bruno Bettelheim: “la fiaba non potrebbe esercitare il suo impatto psicologico sul bambino se non fosse in primo luogo e soprattutto un’opera d’arte.”
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Detto questo, sbizzarrisciti nella scelta dei libri, valutando, ma mai rigidamente, l’adeguatezza degli stessi a seconda dell’età del bambino. In linea generale il percorso evolutivo della lettura del bambino inizia con gli albi illustrati in cui sono raffigurati oggetti semplici (che il bambino riconosce facilmente). Si passa, poi, alle rappresentazioni di situazioni della quotidianità e della famiglia. Si arriva alle storie fantastiche e più astratte. 

Riepilogo sul perché leggere ad alta voce

Tratto da Leggere ad alta voce, di Rita Valentino Merletti

Perché é necessario creare fin dalla primissima infanzia un rapporto affettivo con il libro.

Perché la lettura ad alta voce promuove un atteggiamento positivo nei confronti della lettura.

Perché é il modo più efficace per suscitare la passione per la lettura. Nei primi anni di vita il desiderio di emulazione é molto forte. Tanto più lo é quando é diretto a un’attività che visibilmente appassiona e diverte l’adulto che la propone.

Perché accresce il desiderio di imparare a leggere fornendo una motivazione più che convincente al difficile processo di apprendimento della lettura.

Perché permette di avvicinare testi che risulterebbero troppo difficili per una lettura individuale.

Perché amplia in modo significativo gli interessi di lettura facendo conoscere generi letterari diversi. Perché mette in evidenza, di un testo, la sonorità, il ritmo, gli effetti fono simbolici.

Perché crea un territorio comune di idee, di immagini, di emozioni.

Perché è un’esperienza che procura un intenso piacere all’adulto e al bambino. Si può incominciare dunque a condividere i piaceri della “letteratura” fin da quando un bambino è molto piccolo. Prima ancora del leggere ci saranno il cantare, il raccontare, ma è importante inserire assai presto la presenza del libro e lasciare che il bambino se ne appropri con il metodo di conoscenza che gli è più congeniale: quello fisico. La conoscenza fisica del libro accompagnata da una voce rassicurante che racconta, farà sì che esso diventi fin dall’inizio un oggetto con cui il bambino stabilisce un rapporto affettivo, e a cui ritornerà – negli anni a venire – con quel senso di calore e sicurezza che gli davano le braccia della mamma.

Valentino Merletti R., Leggere ad alta voce, Mondadori, 1996, p.31, 41.
Leggere ad alta voce

Approfondimenti

Lettura e narrazione nell’asilo nido, Enzo Catarsi (a cura di), ed. Junior, 2001.“Il fascino della narrativa a colori”, S. Blezza Picherle, Il Pepeverde n. 19/2004.
Albo illustrato dell’immagine in copertina: “IL CUORE SMEMORATO”, VALENTINA GAZZONI, EDT-GIRALANGOLO, 2019

Autore

  • Ester

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