Caccapupù e le altre storie del coniglietto Simone

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Una carrellata di libri scritti e illustrati da Stephanie Blake, autrice nata in America ma trasferitasi in Francia a soli 7 anni. Ha presto coltivato la passione per i libri per bambini realizzando il suo personaggio più famoso, il coniglietto Simone, da cui nel 2016 è stata realizzata l’omonima serie animata. Caccapupù è il primo dei titoli scelti in questo articolo ed è sicuramente uno degli albi illustrati che ho più volte letto ai bambini del nido d’infanzia.

Caccapupu. Stephanie Blake

L’unica parola che il piccolo coniglio è capace di dire è Caccapupu. La utilizza per ogni cosa: per rispondere alle richieste di sua mamma, di suo papà e di sua sorella. Un giorno il piccolo coniglio incontra un lupo e, dopo una breve conversazione, viene interamente ingoiato da questo.

Con quel coniglietto nella pancia, il lupo inizia a dire quell’unica parola e, credendosi malato, chiama il dottore. Questo arriva all’istante e, indovina di chi si tratta? Il medico è il papà del piccolo coniglio che finalmente ora sa dov’era finito il figlio. Così, mentre libera il piccoletto guarisce il lupo dall’improvviso male linguistico.

Al termine della sua avventura il piccolo coniglio è diventato un piccolo coniglio cresciuto capace di esprimersi attraverso un numero maggiore di termini quando i suoi familiari gli pongono le solite domande. Nel finale l’autrice lascia ai lettori un divertente colpo di scena.

Caccapupu è una metafora del percorso di crescita del bambino durante il passaggio dal periodo pre-linguistico al linguaggio. Un’avventura in cui il protagonista “cresce”, si sviluppa, dopo essere passato dalla pancia del lupo: un’esperienza che ha sicuramente segnato una soglia tra il prima e il dopo. La competenza linguistica era già presente nel piccolo Simone ma solo dopo aver vissuto questa radicale esperienza è riuscito a liberarla, ad appropriarsene, a farla evolvere.

Le illustrazioni di Stephanie Blake sono sintetiche ma efficaci. Pochi colori utilizzati, pennellate veloci, contorni netti e disegni in stile bambinesco. Sfondi monocromatici accompagnano il testo del racconto che occupa, redatto in grassetto, l’intera facciata di sinistra. É un racconto dedicato ai bambini più piccoli. La costruzione narrativa è semplice e si presta alla lettura animata.

Alcune modalità di lettura sono piacevolmente accolte dai piccoli lettori. Ad esempio, la variazione d’intonazione tra la parola Caccapupu detta prima da Simone, poi pronunciata con voce grossa e gutturale dal lupo. Oppure, nella scena in cui il lupo si sente male, insieme ai bambini si può fingere di chiamare il dottore (“Dottoreeeeeeee, dottoreeeee!!!).

Pappamolla. Stephanie Blake

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Il coniglietto Simone ha fabbricato un razzo altissimo quando, all’improvviso, la sua costruzione crolla e finisce rumorosamente sul pavimento. Dopo aver sentito quel gran fracasso, il papà e la mamma gli chiedono di fare silenzio: c’è il suo piccolo fratello che sta dormendo! Simone è arrabbiato, non può credere che il piccolo Pappamolla (questo è il soprannome che ha dato al nuovo arrivato) rimarrà a casa sua per sempre!

Nel suo letto, in piena notte, il piccolo coniglio è sicuro di essere circondato da un’infinità di lupi cattivi che vogliono mangiarlo. Gli sembra di sentire strani versi provenire dalla camera accanto. Si alza per andare a controllare e invece chi trova? Pappamolla! Simone prende il fratellino con sé per difenderlo dai grandi e spaventosi lupi cattivi immaginati.

Pappamolla è una nuova avventura del piccolo coniglietto Simone, questa volta alle prese con larrivo del fratellino. La lettura di questo libro può essere scelta per accompagnare i bambini che vivono la stessa esperienza del coniglio illustrato da Stephanie Blake.

Quando nasce un bambino tutto in casa si modifica per rispondere alle sue particolari esigenze. Un racconto sul sentimento di gelosia ma anche sulla competenza dei bambini di essere empatici e premurosi. La storia comincia proprio sulla manifestazione del sentimento di gelosia provato dal protagonista che “deve sempre fare attenzione” e rifiuta il nuovo arrivato. Poi avviene la svolta affettiva e responsabile, Simone desidera essere un  coraggioso fratello maggiore.

Sono apprezzate dai bambini, durante la lettura ad alta voce, le parole buffe utilizzate (come nel caso di Caccapupu, anche il soprannome Pappamolla ha un suono che diverte), le onomatopee e i rumori (come il “badabum” del razzo che cade per terra, che suggerisco di leggere alzando leggermente la voce e scandendo bene BA-DA-BUUUM) e la scena del protagonista che immagina i lupi nascosti nella notte.

Facciamo cambio? Stephanie Blake

Simone è andato a giocare dal suo amico Ferdinando. Ha portato con sé la macchinina gialla, quella blu e quella verde poi, quando vede i giochi dell’amico, scopre che gli piacerebbe proprio avere una macchinina rossa! Ferdinando propone a Simone di scambiarla con una delle sue. Discutono un po’ finché il piccolo coniglio si lascia convincere e baratta le sue tre macchinine in cambio di quella rossa.

Rientrato a casa, Simone si accorge di non aver fatto un grande affare e rivorrebbe indietro i suoi giochi. Ma la regola va rispettata: “scambiare è scambiare, indietro non si può tornare”. Cosa farà Simone, beffato dall’amico, per riprendersi le sue macchinine?

Facciamo cambio è un racconto sulla socializzazione e condivisione fra bambini. Il coniglietto Simone è qui alle prese con le prime amicizie. Si trova in quell’età in cui i bambini iniziano le trattative per stabilire le regole del gioco. Ed eccoli impegnati nel tentativo di condividere e negoziare.

Il gioco sociale, che si manifesta tra i bambini dai tre ai cinque anni, prevede una maggiore interazione e un più intenso coinvolgimento dei bambini. A questo ne consegue l’alternanza di “litigi” e “pace fatta”, episodi utili ai bambini per misurarsi fra loro. Chi di noi da piccolo non ha barattato un oggetto con un compagno/a per poi pentirsene e pensare con malinconia al giocattolo ceduto! Relazionarsi con i coetanei diventa una palestra che aiuta a imparare a compiere delle scelte, a rispettare gli altri e, perché no, anche a essere furbi.

Conosci altre storie del coniglio Simone? Scrivimelo qui sotto in un commento!

Autore

  • Ester

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