Che cosa non piace alla guerra di Ximo Abadía

che cosa non piace alla guerra

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In merito alla guerra, il “Che cos’è?” è ciò che probabilmente chiedono con più frequenza i bambini. Si tratta di un che cos’è velato di molti perché. Ad esempio, perché certi uomini riescono a fare una cosa come questa, capace di far stare tanto male le persone? Perché lo fanno? Perché non stanno tranquilli? Se ti fosse mai capitato di riflettere sulla guerra con i bambini, avrai notato come, davanti a qualsiasi discorso in merito, esploda la loro più autentica incredulità. Per i bambini la felicità non è una questione difficile. Non è molto più facile starsene in pace? Penseranno.

Dunque, il discorso sulla guerra intrapreso con i piccoli non riguarda motivazioni geo-politiche che, del resto, anche noi adulti fatichiamo spesso a comprendere. Finisce, invece, nella necessità di stabilire una divisione tra i buoni e i cattivi, tra le vittime e i carnefici. Una semplificazione che ha di certo un ruolo rassicurante, così come lo hanno le fiabe tradizionali quando, nonostante le situazioni terribili narrate (abbandono dei figli a causa della povertà, streghe cannibali, matrigne vendicative…) aggiungono l’incanto per dar modo di esorcizzare le paure, quelle più remote. Quelle che ci accompagnano dalla notte dei tempi.

Pubblicato di recente da La Margherita Edizioni, l’albo illustrato dedicato al tema della guerra di Ximo Abadìa offre una prospettiva narrativa diversa dal solito. Che cosa non piace alla guerra è il modo in cui l’autore reinterpreta i possibili discorsi dei bambini, lasciando da parte i perché e i che cos’è citati qui sopra. L’artista personifica la guerra, la immagina come se si trattasse di un’entità a sé, caratterizzata da una serie di elementi – armi, soldati, carri armati, distruzione, bombe, ecc… – che identificano il suo essere.

che cosa non piace alla guerra

Ximo Abadìa rappresenta e racconta il modo in cui l’entità guerra arriva con prepotenza a imporre a tutti i suoi discutibili gusti. Insomma, la guerra fa così perché non ama tutte quelle cose che piacciono a noi, per questo motivo le distrugge. Si vedrà, nelle pagine del racconto, come alla guerra non piaccia l’arte, la musica, i giochi dei bambini, il calore degli abbracci e il tepore dei focolari. Una preziosa chiave narrativa che può dare modo di aprire una riflessione sulla guerra utilizzando un linguaggio adatto ai bambini in età prescolare. Nel momento della crescita in cui è evidente la fame di perché che, sappiamo, non può essere saziata attraverso risposte tecniche e complesse.

L’albo illustrato Che cosa non piace alla guerra ha due caratteristiche principali. In primo luogo, l’autore scrive un testo conciso e risoluto; poche parole per raccontare senza equivoci ciò che la guerra detesta. Nel breve racconto sono elencate una serie di circostanze che riguardano gli esseri umani e che si susseguono fino all’ultima pagina dove è rivelato ciò che più in assoluto non piace alla guerra. Il secondo aspetto degno di nota riguarda sicuramente la potenza delle immagini. Lo stile grafico delle tavole rappresentano la genialità del lavoro di Ximo Abadìa, considerato uno dei giovani illustratori spagnoli più talentuosi della sua generazione (Ricochet).

Attraverso la sua proposta narrativa, in un certo senso è come se l’autore desse ancora opportunità all’essere umano di salvarsi dalla colpa di essere l’artefice della guerra. Viene infatti spostato il soggetto, almeno agli occhi dei bambini, dall’uomo alla guerra-persona. Quest’ultima, però, nel suo esistere, si compone anche di esseri umani, così come si vede chiaramente nelle illustrazioni. Uomini, soldati, persone potenti, capi, ecc…, che sembrano non possedere una lucida capacità decisionale ma, piuttosto, appaiono come se vivessero in uno stato di annebbiamento nel quale la guerra-persona comanda e stabilisce le regole.

C’è, a mio avviso, una riflessione interessante che si potrebbe affrontare con i bambini. Riguarda il fatto che ogni cosa che la guerra non gradisce e per tale motivo vuole distruggere (come l’arte, la musica, l’amore…) in qualche modo ha sempre resistito e, nonostante l’assurda avversione, è sempre stata in grado di rigenerarsi per non morire.

Titolo: Che cosa non piace alla guerra
Autore, illustratore: Ximo Abadía
Editore: La Margherita
Anno: 2023

Ximo Abadía (vero nome Joaquim Abadía Pérez) è nato ad Alicante, in Spagna, nel 1983. Ha trascorso la sua infanzia leggendo fumetti francesi, fumetti americani e riviste underground spagnole. Ha trascorso diversi mesi in Messico e ha pubblicato in particolare graphic novel. Nel 2010 ha riscosso successo con il suo album Clonk ed è stato anche nominato nella categoria “rivelazioni dell’anno” alla fiera del fumetto di Barcellona e elogiato dal Los Angeles Times nel 2011. Il suo lavoro è stato selezionato per la mostra del Bologna International Children’s Fiera del Libro nel 2017. Vive a Madrid ed è uno dei giovani illustratori spagnoli più talentuosi della sua generazione.

Fonte: Ricochet

Autore

  • Ester

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