In viaggio, il racconto di Guido Van Genechten

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Porcospino arriva al paese di Ranocchio e lo invita a partecipare a un viaggio con lui. L’amico accetta entusiasta: è la prima volta che esce dal suo piccolo paese. Sale così sul sedile posteriore, intanto Porcospino mette in moto. Finalmente si parte! Quel viaggio infonde in Ranocchio un profondo senso di libertà e leggerezza. Mentre percorrono una strada collinare per arrivare in cima, Ranocchio si mostra impaziente di raggiungere la meta. Ma il viaggio è davvero lungo, il cielo limpido cede il posto alle nuvole grigie e alla pioggia. Arrivano alla vetta della collina ed è tornato il bel tempo. Uno sguardo verso l’orizzonte per scoprire quale magnifica sorpresa ha lasciato il temporale: un arcobaleno mozzafiato. 

Ma quella non era affatto la meta. Porcospino si rimette in marcia. “Siamo in viaggio” ribadisce di tanto in tanto all’amico. Attraversano gallerie, arrivano fino al mare e s’imbarcano verso paesi esotici. Poi, dopo lunghi mesi di assenza, fanno ritorno al paesino dal quale erano partiti. Ranocchio è disorientato. Come gli sembra diverso ora quel piccolo villaggio! Gli occhi grandi di Ranocchio, sbarrati sul mondo, guardano alla vita proprio come farebbe un bambino molto piccolo nel momento in cui scopre per la prima volta ciò che lo circonda. Il villaggio è luogo confortevole e accogliente. Ma che, a un certo punto, diventa stretto. Così Ranocchio, con un’ingenuità disarmante, non si lascia scappare la proposta di Porcospino, ossia di partire con lui senza una destinazione dichiarata.

Ecco quella che potrebbe essere la chiave di questa lettura: in viaggio per andare dove? Con l’avanzare del racconto si scopre che è proprio l’essere in viaggio la meta dei due protagonisti. Guido Van Genechten, l’autore dell’albo, sfrutta una nota metafora per trasmettere al piccolo lettore una visione, particolarmente filosofica, con la quale intendere il senso della vita. Ogni nuova esperienza scaturisce sentimenti e sensazioni che in qualche modo modificano e influenzano il nostro percorso, fino a portarci a un punto di non ritorno. L’allegoria che descrive la vita come un viaggio si sviluppa attraverso le rappresentazioni semplici e immediate dei paesaggi dipinti dall’autore.

Le tavole giocano un ruolo rappresentativo dei possibili luoghi che convenzionalmente attribuiamo al viaggio (le colline, i sentieri, le gallerie, il mare, l’esotico, e così via), senza approfondire nel dettaglio ciò che viene espresso nel testo. Alcuni particolari rivelano il lato umoristico dell’autore. Ad esempio i cartelli stradali che indicano le due possibili direzioni: “vicino” o “lontano”… è facile intuire quale di queste abbiano seguito i due protagonisti! Una rilettura in chiave simbolica del racconto potrebbe suggerire i seguenti significati:

  • i campi fioriti sotto il cielo azzurro rappresentano il senso di libertà provata da Ranocchio;
  •  la collina e la salita sono le sfide che la vita può riservare;
  •  il temporale è l’intoppo, la difficoltà incontrata;
  •  l’arcobaleno è quindi la risoluzione;
  •  la galleria diventa l’inaspettato;
  • il mare rappresenta le infinite possibilità;
  • la barca riguarda le scelte che decidiamo di percorrere;
  • le mete esotiche sono le scoperte, le novità;
  •  il villaggio segnala le nostre origini, la base e il punto di partenza;
  •  la conchiglia regalata rappresenta il ricordo e la malinconia.

I volti di Ranocchio e Porcospino presentano le espressioni spiritose e fanciullesche tipiche dei personaggi creati dell’illustratore olandese Guido Van Genechten. Tra i suoi tanti albi per l’infanzia una menzione particolare va a Posso guardare nel tuo pannolino? (Clavis, 2012) diventata una delle letture più apprezzate dai bambini piccoli che vivono questo delicato passaggio. Topotto, il tenero protagonista, chiede ai suoi amici cuccioli di poter curiosare nel loro pannolino. Quando è il suo turno tutti restano stupiti da ciò che vedono, anzi, da ciò che non trovano. Anche Presto! Mi scappa (Clavis, 2016) è un albo che tratta lo stesso tema anche se dedicato al passaggio successivo, cioè dal vasino al water. Due storie davvero simpatiche che accompagnano il bambino in queste fasi della crescita attraverso l’immedesimazione con i personaggi della narrazione. Ho scelto questo racconto come lettura per un progetto di raccordo dal nido alla scuola dell’infanzia, seguendo la suggestione del “viaggio”.

Autore

  • Ester

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