L’importanza delle cose. L’albo d’esordio di Lucia Carlini

l'importanza delle cose

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Una scrittura diretta e immagini immediate caratterizzano l’albo d’esordio di Lucia Carlini, da poco pubblicato da Kite Editore e destinato ai lettori +7. L’importanza delle cose è una favola in cui le abitudini umane si mescolano al mondo degli animali (ma è così che spesso succede nelle favole). Dunque, una scimmia può indossare un paio di scarpe e, persino, può perderle. Nel cercarle, procede come farebbero un po’ tutti, ossia ripensa alle ultime cose fatte e ai posti frequentati prima di averle smarrite.

Quale sarebbe l’importanza delle cose?

Succede che, nel ripercorrere a ritroso i luoghi in cui potrebbe aver lasciato le sue scarpe, la scimmia incontra diversi animali-personaggi. Ognuno di questi appare impegnato a fare o ad affrontare qualcosa di fondamentale per la propria esistenza; quindi, poco s’interessano alla causa che muove la protagonista in quel cammino. Esilarante la scena delle chiocciole, da leggere, ridere e soffermarsi; ma è nel punto in cui appare la lepre scienziata che si ha la conferma del fatto che l’autrice ha posto, ad ogni passo, ad ogni incontro, una particolare attenzione filosofica, in modo che fosse colta dal lettore e suggerita dalle azioni dei co-personaggi.

Tutto questo scorre fino alla fine del racconto, ossia fino a quando si arriva al momento in cui la scimmia non trova comunque le sue scarpe, e le sta bene così. Oppure le trova quando ormai non ci pensa più e tutto si conclude con la domanda iniziale. Quale sarebbe quindi l’importanza delle cose?

l'importanza delle cose

Intervista a Lucia Carlini

Ciao Lucia, grazie per questa possibilità di poter andare dietro le quinte del tuo lavoro. “L’importanza delle cose”, edito da Kite, è il tuo albo d’esordio… Come sei stata scoperta dall’editore?

Quasi esattamente un anno fa sono andata alla fiera “Più Libri Più Liberi” a Roma con il mio libro stampato. Mi sono presentata a vari stand tra i quali quello della Kite. Ci siamo scambiate l’email e da lì è iniziata la nostra collaborazione.

Il tuo racconto illustrato ha un binomio fantastico (scimmia e scarpe) che induce subito a simpatizzare con la protagonista. Poi si scopre che la narrazione conduce il lettore verso un messaggio complesso e liberatorio. Vuoi raccontarci com’è nata l’idea di questa storia?

Il libro nasce come tesi in Illustrazione allo IED di Roma. Era il periodo del lockdown e quando possibile mi piaceva passeggiare sul Tevere vicino casa. É lì che ho incontrato aironi, rane, chiocciole e qualche volta anche conigli. Di scimmie non ne ho mai viste, ma la scimmia è l’animale che assomiglia di più nei gesti al bambino che volevo rendere protagonista della storia.

Sono personaggi simpatici, a volte più a volte meno, alla ricerca di qualcosa, proprio come la protagonista, proprio come ognuno di noi.

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Sei un’autrice esordiente, almeno per la letteratura per l’infanzia, ma possiedi un portafoglio piuttosto navigato e che annuncia uno stile artistico che sembra esplodere da un lungo studio di forme, colori e linee. Ti va di dirci qualcosa in più del tuo percorso?

Ho studiato al liceo scientifico e anche se non eccellessi mi è sempre piaciuto studiare, forse per la mia insaziabile curiosità. Una delle mie parti preferite dello studiare era, però, fare gli schemi a cui non potevano mancare disegni esplicativi. Dopo il liceo non ero sicura di cosa volessi fare, ma incoraggiata da mia madre ho seguito alcuni corsi di illustrazione. Dopo essere stata per la prima volta alla fiera di Bologna ho capito che era quello che volevo fare nella vita. Ho preso una borsa di studio alla IED e mi sono laureata in Illustrazione e animazione. Ora sto studiando incisione a Firenze. Credo che nel mio lavoro ci sia l’influenza di molte cose, dal cinema, alla letteratura, alla vita di tutti i giorni. Se sono alla ricerca di una storia faccio come la scimmia, vado in vari luoghi e incontro diversi personaggi che portano sempre qualcosa ai miei lavori.

Dove possiamo trovare i tuoi precedenti lavori?

La maggior parte dei miei lavori passati si trova ancora sulle pareti di casa attaccati con lo scotch di carta. Essendo il mio esordio considero questo come primo lavoro. Oltre a qualche commissione freelance, in passato mi sono dedicata anche all’animazione stop-motion con cui ho fatto anche un corto “Lupino” proiettato anche a qualche festival (si può vedere su Vimeo). La maggior parte si trova comunque sulla mia pagina Instagram luciillustrator.

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Concludo con una domanda dedicata ai destinatari de “L’importanza delle cose”. Se ti trovassi di fronte a un pubblico di bambini, come leggeresti loro la tua storia?

Uno dei miei momenti preferiti di quando ero bambina era il momento della storia, nel lettone con mia madre e i miei fratelli. Poi abbiamo iniziato noi a leggercele a vicenda e la cosa più divertente era fare le varie voci dei personaggi. Forse è per questo motivo che ne ho messi così tanti nel mio libro. Quindi mi piacerebbe leggergliela interpretando ognuno con un tono diverso, per dargli vita, proprio come me li sono immaginata io.

Grazie di cuore.

Grazie mille delle domande e del tuo tempo.

Autore

  • Ester

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