Mary si veste come le pare. Una storia agli albori della parità di genere

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In un‘epoca non molto lontana alle bambine non era permesso portare i pantaloni. Considerati indumenti esclusivamente maschili dalla società di allora, era impensabile vederli addosso alle femmine. Eppure, gonne e abiti da bambina erano a dir poco scomodi. A quei tempi c’era Mary, una bambina che desiderava poter giocare e muoversi con la medesima libertà dei maschi. Un giorno li mise, indossò furtiva un paio di pantaloni. Fu fantastico.

Felice, corse fuori per mostrarli a tutti ma dovette accorgersi presto che non fu una buona idea. La gente inveì contro il suo abbigliamento “sconveniente”. Mary, che non si aspettava quelle reazioni così ostili, tornò a casa. Lì suo padre le rivelò come fosse difficile, per la gran parte delle persone, comprendere il cambiamento. Grazie al sostegno del padre e alla sua determinazione, il mattino seguente Mary uscì di casa ancora più ostinata di prima, indossando i SUOI pantaloni.

“Io non indosso abiti da uomo, io indosso semplicemente i MIEI abiti.”

Mary Walker

Una storia straordinaria quella di Mary Edwards Walker, l’unica donna ad aver ricevuto la Medaglia all’onore dall’allora Presidente degli Stati Uniti d’America Andrew Johnson, successore di Abraham Lincoln. Vissuta negli anni della guerra di secessione americana, è nota per la sua risolutezza – in un periodo storico già tumultuoso di suo – nell’affermare il diritto alla libertà delle donne, quale sostenitrice della “Riforma del vestito” e del suffragio universale. Una Rossella O’Hara senza corsetto che ha infilato i pantaloni persino sotto l’abito nuziale. Sono più comodi e più igienici delle gonne, affermava. L’appoggio dei genitori, gli abolizionisti Alvah e Vesta Whitcomb Walker, fu fondamentale nella formazione del pensiero di Mary e dei suoi fratelli.

Incoraggiarono i figli a pensare liberamente e permisero a Mary di indossare i pantaloni al posto dei corsetti tipici dell’epoca. Garantirono l’istruzione a tutti i loro figli, sia maschi sia femmine, chiedendo nel contempo la stessa partecipazione nel lavoro in fattoria. Mary Walker fu la seconda donna a ottenere la laurea in medicina, diventando chirurgo. Ebbe non poche difficoltà a praticare la professione a causa dei pregiudizi di genere.

L’incredibile biografia di Mary Walker ripercorsa dall’estro di Keith Negley in un bellissimo libro per l’infanzia. L’artista australiano racconta di una Mary bambina, con desideri e vivacità vicini a quelli dei piccoli lettori.   Nel racconto è messa in risalto la determinazione della protagonista, sono menzionati il sostegno paterno e la celebre frase pronunciata da Mary in risposta alle accuse a lei rivolte a causa del suo abbigliamento “Io non  indosso abiti da uomo, io indosso semplicemente i MIEI abiti” è un’affermazione che testimonia la profondità del pensiero di Mary Walker, che supera le definizioni di genere, arrivando alla libertà di espressione e di scelta. Chissà quanti bambini o bambine di oggi vorrebbero dire, ad esempio: “Io non ho i giochi da femmina (maschio), io ho semplicemente i MIEI giochi.”

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L’autore ha iniziato ad occuparsi di children’s books dopo la paternità e ha uno stile che è stato definito un “sofisticato Eric Carle”. Ascoltando il racconto di Mary, mio figlio mi osserva le gambe, ha uno sguardo che diventa una raccolta di interrogativi: – “Però mamma tu che sei femmina li porti i pantaloni”. Oggi certo, grazie a Mary, posso vestirmi anch’io come mi pare.

Anche la storia di Mary fa parte della collana Orango Rosa.

Titolo: Mary si veste come le pare
Autore, illustratore: Keith Negley
Editore: La Margherita
Anno: 2020
Fonti:
National women history museum
Society6

Autore

  • Ester

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