Numeri nel bosco di Marco Trevisan

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Tempo di lettura del post: 3 minuti

Mi è capitato diverse volte di affermare quanto non sia per nulla semplice scegliere i racconti da proporre ai bambini più piccoli, del primo triennio di vita, per sostenerli nel percorso di avvicinamento ai libri e alla lettura. Anche nelle strutture per l’infanzia, succede di trovare proposte che potrei impropriamente definire come “troppo alte”. Albi sicuramente di gran pregio ma non del tutto adatti ad accendere la fiammella della lettura durante quelle primissime esperienze di ascolto.

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È anche vero che, seppure possiamo indicativamente classificare i libri per l’infanzia a seconda delle fasce di età prese in considerazione (dai 3 anni, dai 5 anni, ecc…), queste non possono mai essere considerate in maniera rigida e selettiva. Ciò che è necessario fare è avere ben in mente il bambino o i bambini che si hanno davanti, le loro reazioni durante l’ascolto delle storie, le volte che pronunciano la parola “ancora” alla fine della lettura, le azioni autonome manifestate verso i libri, le espressioni del viso e del corpo e via dicendo. Inoltre, è certamente diversa l’esperienza di leggere il libro al singolo bambino, a un gruppo ristretto oppure a un gruppo più numeroso. Il grado di attenzione è determinato anche dalla relazione con l’adulto che il piccolo sperimenta durante la lettura.

Per questo, quando intravedo un racconto particolarmente adatto alle esigenze dei lettori emergenti, non posso fare altro che considerarlo con grande cura. Ci tengo a sottolineare che l’atto di “semplificare” non equivale a “banalizzare” e nemmeno a un impoverimento intellettuale, tutt’altro. Trovo che riuscire a ridurre un soggetto alla sua essenza giungendo, al contempo, a esaltarne la meraviglia, sia un’operazione autoriale molto complessa. Nelle letture dei più piccoli è bene che ci siano soggetti vicini alla loro esperienza ma che questi siano comunque capaci di irrompere nel mondo fantastico. Gli elementi narrati devono poter rispettare un pensiero ancora agli albori e, allo stesso tempo, devono saper essere propedeutici alla crescita intellettuale.

L’albo illustrato Numeri nel bosco è stato, per questo, una sorprendente scoperta. L’autore, Marco Trevisan, compie una scelta cromatica a dir poco rassicurante per i bambini di questa fascia di età. Lo stile dei disegni e delle riempiture non è mai invadente seppure realizza una lettura dinamica (si direbbe brulicante), capace di essere ogni volta diversa. Lo sfondo bianco (omesso solo, per comprensibili ragioni, nella scena notturna) accoglie i personaggi – un gruppo di bambini con il cappello da folletto – e anche gli alberi colorati e dalle forme stravaganti che, allineati in maniera progressiva, s’immedesimano in un abaco per contare.

Si contanto, dunque, le ore della giornata e si leggono anche le routine che intercorrono durante lo scorrere del tempo. Entrambi, la conta e le routine, sono elementi comuni e utili nell’educazione dei piccoli. Rappresentano quei primi concetti che aiutano a orientarsi e a comprendere la realtà, un pezzo alla volta. Proprio per questa ragione, i bambini esprimono da sempre un interesse innato verso tali argomenti. Numeri nel bosco è un silent book, un racconto senza parti testuali, anche se non ne sono certa al 100%, mi spiego meglio. Essendo presenti i segni grafici dei numeri, da 0 a 23, è messa in crisi la definizione stessa di silent book! I numeri sono da considerare un testo da leggere? Potremmo allora forse definirlo… un number book?

Non saprei dare una risposta precisa ma sono piuttosto certa nell’affermare che si tratta di un albo unico nel suo genere, un racconto che riesce ad assegnare ai rami degli alberi il concetto di numeri primi e di numeri composti e a narrare lo scorrere del tempo in maniera divertente e intuitiva.

Marco Trevisan, autore dell’albo, si definisce per metà illustratore e per metà matematico e, a tal proposito, si descrive con la formula: 1/2 illustrator + 1/2 mathematician. C’è da dire che la sua espressione matematica risulta ben visibile in Numeri nel bosco, anch’esso composto, come abbiamo visto, da 1/2 di narrazione e 1/2 di conta. Si direbbe proprio… un libro su cui contare, per usare un’irriverente definizione data dallo stesso autore.

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“Al mio gatto piace la matematica. E quindi gli piace questo libro. Ma gli piace soprattutto perché c’è lui in quasi tutte le pagine!”

Marco Trevisan (dal profilo Instagram)

Un’ultima curiosità sul libro. C’è un piccolo gatto che appare all’interno del gruppo dei bambini impegnati nelle comuni faccende della giornata (svegliarsi, fare colazione, giocare, cucinare, pranzare, dedicarsi ad attività varie, studiare, cenare e prepararsi per andare a dormire). Ecco, questo personaggio è ispirato a un felino realmente esistente.

Titolo: Numeri nel bosco
Autore, editore: Marco Trevisan
Editore: Kite
Anno: 2023
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Autore

  • Ester

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