Sentirsi a casa. Davide Calì e Sébastien Mourrain

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Quante volte hai pensato di voler andare via da dove ti trovi? Quante volte, magari durante la settimana, hai sentito il desiderio di mollare tutto e hai iniziato a vederti in qualche altro angolo del mondo? La vita che si ripete tutti i giorni, senza cambiare mai, diventa sempre più stretta e soffocante, come una cintura che hai tardato a slacciare dopo un lauto pasto. Si rischia di esplodere, non trovi?

L’uomo tra routine e scoperta

Ogni giorno che arriva dovrebbe dare la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. Sarebbe bello, no? Sono sempre più convinta che la natura umana sia profondamente diversa dal modo di vivere adottato dalla maggior parte di noi. La routine, in maniera lenta e subdola, ci porta a perdere il contatto con un più individuale percorso evolutivo e procura la sensazione di involvere o di annichilire in una vita che rimane sempre uguale a se stessa. Ok, lo so, la sto mettendo giù un po’ tragica, ma mi è proprio difficile esprimere queste idee in maniera diversa da così.

Mi chiedo se, dopotutto, l’essere umano non sia infondo destinato a viaggare e se solo così, andando via per un po’, non sia poi in grado di apprezzare il luogo dal quale è partito. Ho in mente, ad esempio, Tiziano Terzani che come inviato estero per le maggiori testate giornalistiche ha girato il mondo intero incontrando ogni genere di persona, popolo e cultura. Poi, verso la fine dei suoi giorni ha scelto di ritirarsi, con grande pace d’animo, a Orsigna, la frazione di Pistoia più lontana dal centro urbano. Sarà lì che, infine, si è potuto sentire veramente a casa?

Sentirsi a casa, andare o restare?

Pensieri simili a questi segnano il percorso del protagonista del racconto Sentirsi a casa, recentemente pubblicato da Kite Editore (aprile 2023). Davide Calì è spesso autore di storie che sfociano nella riflessione esistenziale e che, per questo, arrivano inevitabilmente a interessare sia grandi che piccoli lettori. Per me è ogni volta un grande piacere poter scoprire i suoi testi. Rimango sempre colpita dalla notevole capacità che ha l’autore di raccontare l’umanità attraverso una dialettica profonda ma dal sapore leggero, tipico del genere narrativo per l’infanzia.

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Quest’ultimo è un albo dedicato a un pubblico 5+, illustrato dal francese Sébastien Mourrain, artista noto nel panorama dell’illustrazione per l’infanzia e non solo, attualmente impegnato anche nell’atelier collectif «le Bocal» di Lione. Due autori che hanno già pubblicato diversi racconti insieme. Qui sul blog, ad esempio, puoi trovare la recensione di Top Car, l’oggetto del desiderio, storia anch’essa capace di fare sorridere e riflettere.

Sentirsi a casa raccoglie una narrazione in cui è veramente difficile non incontrare un po’ dell’anima del protagonista in se stessi. Il racconto si apre con questa considerazione, forse la chiave dell’intero viaggio del personaggio principale:

«Ho sempre avuto difficoltà a considerare un luogo, una citta, una casa come la mia casa. Ma tutti hanno bisogno di sentirsi a casa, no?»

Troviamo un ragazzo nato e cresciuto in un piccolo paese di pescatori. «Nulla di speciale», è come il protagonista definisce quel luogo mentre la pagina successiva si apre sopra un’illustrazione panoramica dell’ambiente marittimo… Praticamente, è il genere di posto per il quale molti di noi pagano fior fior di quattrini per poterci trascorre solo qualche giorno all’anno, sigh! Dai, non tergiverso. Dopotutto ho già anticipato il succo del discorso: ogni cosa (anche la più bella) si banalizza nella routine.

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Il ragazzo inizia a sentire troppo stretto il villaggio di pescatori ‘nulladispeciale’. Per lui diventa proprio come quella cintura non slacciata di cui si parlava all’inizio dell’articolo. Desidera scoprire la vita in città e per questo, al compimento dei 18 anni, prende un album da disegno, infila lo zaino sulle spalle e parte per la sua nuova avventura.

Andare o restare? Ecco uno dei più grandi bivi che la vita spesso ci pone davanti. Certo è che, in entrambi i casi, si perde e si riceve sempre qualcosa. Da un lato, la confidenza con il luogo in cui si è nati e cresciuti, con la lingua del posto, i legami di parentela. Dall’altro, invece, l’incontro con le altre culture, l’inaspettato, la possibilità di evolvere… e molto altro ancora.

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Nel racconto vediamo il protagonista compiere un’escalation di città sempre più grandi e importanti nelle quali riesce a fare carriera e ad affermarsi come artista. Le illustrazioni, seguendo la linea cronologica del testo, suggeriscono alcuni richiami che portano a riconoscere i luoghi narrati (Parigi, New York…). Intanto, l’uomo della storia rincorre la sua felicità un po’ dappertutto, anche nei luoghi dello sfarzo e delle più ambite comodità. Fino a quando arriva, inesorabile, il punto di rottura.

Da un certo momento in poi, infatti, proseguendo nella dialettica esistenziale, l’uomo sente il bisogno di liberararsi del superfluo. Riprende quindi a viaggiare, seppure ora il suo prinicipale obiettivo diventa quello di raggiungere un ritorno all’essenziale. Dopo avere praticamente girato l’intero mondo, la sua ricerca introspettiva lo condurrà in un piccolo villaggio di pescatori che, pensa un po’, è proprio quello che aveva lasciato anni prima. Nulla di speciale, eh! Eppure decide di rimanere.

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Il racconto Sentirsi a casa si conclude in modo fortemente emblematico e completo. Inizialmente volevo riportare qui, a fine articolo, l’ultima frase del testo, poi, ho desistito. Ho capito che quel finale necessita di essere raggiunto dal singolo lettore senza anticipazioni, come se fosse una meta da conquistare. A mio avviso, la storia di questo artista viaggiatore incontra i piensieri dei lettori adulti suggerendo la possibilità di continuare a cercare la propria strada anche quando i vincoli della quotidianità rendono più difficile ascoltare il proprio moto interiore.

Mi piace anche pensare al fatto che questa possibilità arrivi ai bambini che ascoltano il racconto. Chissà, magari un giorno si ricorderanno di quel ragazzo nato in un piccolo villaggio ‘nulladispeciale’ e infileranno uno zaino sulle spalle ancor prima di incastrarsi in un’opprimente routine.

Titolo: Sentirsi a casa
Autore, illustratore: Davide Calì, Sébastien Mourrain
Editore: Kite
Anno pubblicazione: 2023

Autore

  • Ester

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