Cari Hobookiani, ci risiamo. Rieccoci vicini al periodo di Natale. Iniziate a percepire le atmosfere natalizie? Nel passaggio da una stagione all’altra viviamo la possibilità di incontrare nuovamente gli eventi che caratterizzano un determinato periodo. Proprio il fatto che questi abbiano un inizio e anche una fine ci consente di sentirne la mancanza senza farci abituare troppo alla loro presenza. Così, quando si avvicina l’inverno, cominciamo a sentire il rassicurante calore del Natale e il desiderio di fermarci per comprendere la necessità di ritrovare la semplicità delle cose. Di risentire il valore del silenzio e dell’ascolto.
Vi faccio una confidenza. Lo scorso anno ero riuscita a essere piuttosto attiva nella ricerca di albi illustrati per bambini perfetti per diventare strenne natalizie ma era successo che, nel momento in cui avevo terminato la mia carrellata di recensioni, ne era arrivato uno nuovo. Ed ecco Il Saltimbanco del silenzio un libro scritto e illustrato da Greta Castrucci, giunto tra le mie mani quando la Befana era già passata a portare via le ultime tracce di quella festa. Per questo motivo l’ho conservato per quasi un intero anno, in attesa che ritornasse il tempo giusto per potervene parlare. Ed eccolo arrivato.
Se siete alla ricerca di una storia moderna, ecco, vi dico subito che questa qui non fa al caso vostro. Se invece desiderate rivivere, con i vostri bambini, una narrazione che riporta alle suggestioni di un tempo ormai passato, allora sedetevi su una comoda poltrona, alimentate il fuoco del camino (o, se non l’avete, immaginate di farlo!) e iniziate a sfogliare le prime pagine del libro.
Già nell’incipit sono raccolti un bel po’ di elementi che suggeriscono l’atmosfera di questa festività: un abete luccicante, le candele, le decorazioni colorate, il profumo dei biscotti alla cannella, una di quelle palle di vetro che, se capovolte, mostrano un paesaggio innevato, il carillon e una bambina.
La protagonista si chiama Carola ed è triste e malinconica. Per questo si rivolge al suo pupazzo del cuore, quello che da piccola aveva soprannominato Meli. L’aspetto di quel giocattolo ricorda un po’ Pierrot e un po’ un clown. La bambina era abituata a raccontargli le storie che lei stessa inventava, ma all’improvviso non era più in grado di farlo e questo la rendeva alquanto triste.
Ed eccoci arrivati al break point narrativo. Da qui succedono alcune cose che mi hanno riportato alla mente una storia altrettanto natalizia. Si tratta di Lo schiaccianoci e il re dei topi. In comune hanno il fatto che il gioco preferito della protagonista diventa grande come un essere umano e inizia ad animarsi. Inoltre, proprio come accade nella fiaba di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, il bambolotto accompagna la bambina in un viaggio onirico, forse l’ultimo di un’infanzia quasi arrivata al capolinea.
I due protagonisti finiscono dentro a un mondo che Carola osservava già da tempo, quello racchiuso nella palla di vetro da cui scendono i fiocchi di neve quando viene capovolta. Quel paesaggio era diventato all’improvviso molto più grande del previsto. O forse erano loro a essersi rimpiccioliti?
Meli è chiaramente il mentore, la figura narrativa che guida la protagonista alla ricerca di una risposta alle sue tante domande nate dal sentimento di malinconia verso un non più spensierato come prima. Durante il viaggio Carola incontra i personaggi delle storie che lei stessa aveva inventato durante i trascorsi natali: il pettirosso, il soldatino della pace (il tamburino), lo scoiattolo rosso con un piffero d’argento e la volpe poetessa. Tutti loro si unirono a formare la comitiva che proseguì il cammino iniziato dalla bambina e il bambolotto, alla ricerca di colui che poteva fornirgli le risposte: Il Saltimbanco del Silenzio.
“Chiedilo al Saltimbanco del Silenzio! Il Saltimbanco del Silenzio! Lui conosce il segreto della stella d’oro!”
Ad ogni incontro, ciascun personaggio regala una canzoncina o una filastrocca alla lettura della pagina dell’albo. Così, il lettore ad alta voce può davvero sbizzarrirsi ad animare la storia provando a improvvisare un gioioso ritornello.
Arrivò quindi il momento in cui la comitiva al completo s’imbatté in una fitta nevicata. Qualcuno aveva sicuramente capovolto la palla di vetro! Il paesaggio senza orizzonte riusciva a suscitare un senso di forte inquietudine in Carola, quindi intervenne Meli a dirle che quando non si riesce a vedere si può restare in ascolto. Grazie al consiglio dell’amato giocattolo, la bambina iniziò a sentire il tintinnio della stella che stava guidando il loro cammino. Quel suono era davvero rassicurante. La comitiva si fermò intorno al fuoco. I sette iniziarono a chiacchierare, a suonare, a ballare e a raccontare le fiabe.
“Nell’aria c’era un buon profumo di legna bruciata e in quell’atmosfera raccolta si sentiva un calore di casa, di famiglia. Di Natale.”
La nebbia sparì e finalmente videro la stella brillare sopra di loro e poi posarsi sulla cima di un abete cresciuto nel centro di una casetta di legno. Indovinate un po’ da chi era abitata? Proprio da lui, Babbo Natale. Un incontro magico che arriva solo alle ultime pagine del racconto. Ma prima di concludere, rimane un ultimo mistero da risolvere: chi era quel Saltimbanco del Silenzio che poteva rispondere ai dubbi di Carola e farle ritrovare la melodia che sentiva di aver perso?
Lascio a voi scoprirlo quando, in compagnia dei vostri piccoli lettori, arriverete alle ultime pagine dell’albo, magari seduti comodi davanti al calore di un cammino acceso e di una coperta sulle gambe.



Titolo: Il Saltimbanco del silenzio
Autore, illustratore: Greta Castrucci
Editore: Michael Edizioni, 2023
>> Leggi anche l’intervista a Greta Castrucci e la recensione dell’albo illustrato Sottosopra <<







vi ho scoperto per caso e voglio continuare a scoprirvi
Ma grazie! Felice di averti a bordo :)